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Costellazioni Familiari

Consulenze individuali

Attraverso le Costellazioni Familiari è possibile riprendere
in mano la propria vita in modo sano ed equilibrato, esprimere spontaneamente se stessi e vivere in modo positivo e appagante i rapporti con gli altri.
Le Costellazioni Familiari sono state create da Bert Hellinger e ci mostrano la realtà profonda del nostro sistema familiare e permettono di risolvere molti problemi personali del presente con la rappresentazione di una relazione o della famiglia, anche allargata alle generazioni precedenti.
Il metodo delle Costellazioni Familiari permette di sciogliere i nodi che ostacolano l’amore e ripristina l’ordine e l’equilibrio, portando guarigione e armonia al sistema familiare. A livello personale, ne deriva maggior benessere, forza e serenità interiori.
Significa facilitare la possibilità di condurre la propria vita in modo sano ed equilibrato: amarsi di più, migliorare le relazioni affettive e realizzare il proprio potenziale personale.
Con le Costellazioni Familiari è possibile far emergere l’amore e la forza individuale ed equilibrare il campo energetico del sistema familiare, ripristinando il rispetto dei fondamenti che ne regolano il buon funzionamento. Quando questi fondamenti di armonia sono violati, si trasmettono tra le generazioni pesi, conflitti e disagi psicofisici.
C’è spesso infatti qualcuno, nella famiglia attuale, che porta il carico di un fatto rimosso o di qualcosa di irrisolto dal passato a scapito della propria salute e realizzazione personale.

Valeria Cavina

Yantra

Il termine yantra deriva dalla radice sanscrita yam che significa
sostenere, mantenere, supportare, controllare. Lo yantra è un diagramma che riunisce e controlla differenti tipi di energia. Gli yantra sono generalmente composti da un bindu, da triangoli, circoli, quadrati, fiori di loto e mantra-seme, ciascuno dei quali ha un significato simbolico. Il bindu costituisce la loro componente più importante, rappresentata da un punto al centro dello yantra, è il nucleo dal quale si irradia l’energia cinetica che raggiunge i confini esterni prima di tornare verso il centro. Il bindu è anche la rappresentazione simbolica di una riserva di energia e coscienza infinite. È il seme dell’universo, è il centro della consapevolezza infinita. In uno yantra il triangolo è il luogo simbolico dove il flusso ritmico dell’energia si cristallizza e poiché lo spazio non può essere delimitato da meno di tre linee,simbolizza l’esplosione creativa, la radice della natura, quindi, come il bindu sta per centro della coscienza, il triangolo rappresenta la radice genetica. Questo è il primo stadio del movimento verso l’esterno dalla pura forma inalterata della consapevolezza. Il cerchio rappresenta la ciclica e ritmica concentrazione ed espansione dell’energia cosmica, i quattro angoli del quadrato rappresentano le quattro direzioni e perciò la totalità dello spazio, quindi, poiché l’intero universo è situato nello spazio, il quadrato spesso appare come base dello yantra. Spesso gli yantra sono composti da fiori di loto i cui petali sono sempre rivolti verso l’esterno della circonferenza, nella mitologia indiana il loto viene associato con la creazione, il creatore è nato dal fiore di loto. Nel sistema degli yantra, il loto rappresenta il potere che genera l’universo, i petali rivolti all’esterno indicano lo sbocciare della consapevolezza spirituale. Il loto è anche simbolo dell’arte di vivere in maniera sana ed equilibrata in quanto il loto fiorisce dal fango eppure sboccia sull’acqua in tutta la sua purezza. Negli yantra possiamo inserire dei mantra-seme, essi rappresentano le forme visive e sonore delle vibrazioni eteree ed impercettibili dell’energia contenuta in essa, l’esatta collocazione di questi mantra-seme aiuta a porre precise vibrazioni dell’energia divina nel suo stesso corpo, in quanto vi è una perfetta identità tra uno yantra e il corpo umano. Quindi i bindu, i triangoli, i quadrati,i cerchi, i fiori di loto e i mantra-seme rappresentano differenti aspetti dell’energia originaria che si evolve e che governa sia il macrocosmo che il microcosmo. Ma chi ha definito gli yantra? Da dove vengono? Gli yantra sono stati percepiti dai saggi attraverso un viaggio interiore e se compresi nel modo corretto possono svelare l’esperienza mistica dei veggenti originari. Come i fisici hanno studiato formule e si servono di equazioni e leggi matematiche, allo stesso modo i saggi usano i loro immensi poteri di introspezione per capire forme che esprimano l’ordine impercettibile, la struttura, e le dinamiche del mondo spirituale e fenomenico.
Valeria Cavina

Cromoterapia

CROMOTERAPIA
Cos’è: E’ una tecnica messa a punto dal dottor Peter Mandel. Si pratica applicando la luce colorata su punti precisi della pelle, che si trovano lungo le “vie dell’energia” utilizzate dall’agopuntura cinese. Applicando una determinata luce colorata sui punti energetici individuati, il colore - o meglio la sua lunghezza d’onda - per un effetto di risonanza dà ordini agli organi di coordinazione endocrina del cervello il quale, ricevendo informazioni corrette (e non errate a causa della malattia) le rimanda al corpo ripristinando l’equilibrio e quindi risolvendo il disturbo. In pratica la cromopuntura non si limita a curare il sintomo, ma cerca di ristabilire l’equilibrio energetico di base
Come funziona: L’azione terapeutica avviene attraverso la luce colorata e non per il calore (radiazione infrarossa) emesso dalla lampadina. E’ importante, quindi, che la parte del corpo interessata venga irradiata ma non riscaldata.
I tempi di irradiazione sono variabili a seconda del tipo di colore, dell’intensità della luce, della distanza e dell’area da trattare. In generale l’esposizione può andare da pochi minuti fino a un’ora, tutto dipende dalla patologia e dalla scelta terapeutica dello specialista. Per cosa è indicato Trattamento rigenerativo: debolezza di ogni natura, malattie croniche, sclerosi, invecchiamento precoce, patologie degenerative, disturbi urogenitali, intestinali, depressione…. Trattamento Linfatio: stati d’intossicazione, obesità, disturbi circolatori, ritenzione idrica, cattiva circolazione, stipsi, drenaggio dei tessuti, stati infiammatori ed infettivi, abulia….Trattamento Endocrino: nervosismo, patologie funzionali, disturbi mal classificabili, insonnia, disfunzioni ormonali.

Farmaci - uso e abuso

106 mila persone ogni anno perdono la vita a causa degli
effetti collaterali dei farmaci somministrati loro correttamente (Journal of The American Association). Nei paesi industrializzati l’assunzione di farmaci è in costante aumento, e attualmente i decessi per l’utilizzo dei farmaci è la quarta causa di morte nel mondo occidentale. Sembrerebbe dunque che le case farmaceutiche anzichè commercializzare farmaci per guarire, immettano sul mercato farmaci per sostenere e stabilizzare le malattie. Quale vantaggio ci sarebbe se la popolazione guarisse? Probabilmente andrebbero verso il fallimento. Prima di assumere un farmaco rifletti a fondo, è probabile che per curare la tua malattia ci siano metodi più dolci e senza effetti collaterali.

V.Cavina

Fans - valutiamo i rischi


L’acronimo “FANS”, sta per “farmaci antinfiammatori non steroidei”; significa che non sono a base di cortisone; questi  farmaci, oltre ad agire come antinfiammatori, svolgono anche attività analgesica(riducono il dolore) ed antipiretica(riducono la febbre).
Questa categoria di farmaci è prescritta nella terapia del dolore di numerose malattie del sistema muscolo-scheletrico e nel caso dell’acido acetilsalicilico (la classica aspirina), anche nella cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari (come antiaggregante piastrinico). Questo è uno dei motivi per cui i FANS sono tra i farmaci più utilizzati in terapia! A livello mondiale si ipotizza che più di 30 milioni di persone facciano quotidianamente ricorso a questa classe di farmaci.
I FANS esercitano il loro effetto analgesico ed antinfiammatorio essenzialmente attraverso l’inibizione della ciclossigenasi (COX)che è un enzima che permette la trasformazione dell’acido arachidonico a prostaglandine che sono sostanze chimiche che regolano il controllo di numerosi processi fisiologici e patologici. In condizioni normali le prostaglandine garantiscono l’integrità della mucosa gastrica  e una normale vascolarizzazione renale.
Torniamo un attimo alla COX per specificare alcuni aspetti importanti; ci sono due forme di “COX”: la COX1 e la COX2;  la COX1 regola la sintesi delle prostaglandine in condizioni fisiologiche; la COX2 invece viene prodotta nelle sedi in cui si verifica un’infiammazione.
I FANS tradizionali agiscono su entrambe le COX e pertanto avremo oltre alla soppressione dell’infiammazione (agendo sulla COX2), anche l’inibizione dei meccanismi che proteggono la mucosa gastrica (COX1) che insieme ad un’azione lesiva locale causata dalla loro capacità di favorire la penetrazione dell’acido cloridrico, causano  gastrolesioni tipiche; l’ideale sarebbe un medicinale che agisca solo ed esclusivamente sulla COX2, ossia solo sull’infiammazione!
Torniamo ora alle prostaglandine che abbiamo detto sono importanti nel mantenimento della vascolarizzazione renale e regolano la filtrazione glomerulare (per filtrazione glomerulare si intende ultrafiltrazione, secrezione ed escrezione selettiva di sostanze che contribuiscono alla formazione delle urine e all’eliminazione dei prodotti di scarto del metabolismo); in presenza di una ridotta perfusione renale, l’inibizione della sintesi delle prostaglandine attraverso ad esempio l’uso dei FANS,  si può avere una riduzione ulteriore della filtrazione glomerulare che può portare ad un’insufficienza renale acuta che se non riconosciuta e curata in tempo, può cronicizzare e costringere la persona a fare emodialisi.
Pertanto prima di assumere un FANS per cefalee, dolori mestruali, artralgie, etc… è sempre bene valutare i benefici ma anche gli enormi rischi a cui si può andare incontro, perché un paziente con insufficienza renale cronica è costretto a fare l’emodialisi per tutta la vita o perlomeno fino a quando non viene sottoposto a trapianto renale.

 Di Michela Satanassi
in collaborazione con V.Cavina

 

 

 

 

 

 

Disturbi dell’apprendimento

Tratto dalla rassegna stampa di
www.giulemanidaibambini.org
Campagna sociale nazionale contro gli abusi nella prescrizione di psicofarmaci a bambini ed adolescenti
I disturbi dell’apprendimento includono dislessia, displessia, disgrafia, ADD, ADHD e Autismo ovvero disturbi del funzionamento di particolari meccanismi
del sistema nervoso centrale.
In particolare,il Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder = ADHD) è un termine che è stato coniato per indicare un
problema che interessa sia bambini che adulti che manifestino difficoltà nel mantenere l’attenzione nel tempo,nel controllare l’impulsività e nel regolare il proprio livello diattività fisiologica e comportamento.Questo disturbo è stato etichettato in diversi modi nel corso di quest’ultimo secolo:reazione ipercinetica del bambino, iperattività,sindrome ipercinetica (HKD,Hyperkinetic Disorder), disfunzione cerebrale minima, Disturbo da Deficit Attentivo (Attention Deficit Disorder, con o senza Iperattività). Le cause non sono del tutto note. Si stima che le difficoltà di attenzione e iperattività interessino circa il 5% - 7% della popolazione in età scolare, con un
rapporto tra i sessi di 4 maschi ogni femmina. La natura del disturbo ha una componente biologica innata, con forti caratteristiche ereditarie, e una di tipo educativo-ambientale. L’ipotesi più accreditata è che un bambino nasca già con una predisposizione a sviluppare i comportamenti tipici dell’ ADHD la cui gravità dipende dalla situazione ambientale in cui l’individuo vive. In certi casi, entrambe i genitori mostrano lo stesso tipo di comportamento del figlio: la mamma incapace di ricordare un’appuntamento
per cui ne prende nota su tre calendari diversi;il padre che appare essere totalmente disorganizzato e,quando al lavoro, corre da una parte all’altra incapace di stare fermo
pochi minuti.Queste sono circostanze in cui il bambino sviluppa certi comportamenti per effetto della cosiddetta ‘mimica comportamentale’. Anomalie genetiche, traumi cerebrali,ipoxia fetale (’fetal hypoxia’,ovvero un’anomalia del flusso di ossigeno al cervello del bambino che solitamente si verifica durante la gravidanza o durante il parto), stress familiare, esposizione a sostanze tossiche (alluminio, piombo, mercurio,etc) giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo di tali disturbi. Intolleranze alimentari e carenze di sostanze come calcio, zinco, manganese e ferro rappresentano un fattore importante: Una dieta equilibrata fin dal periodo della gravidanza e mantenuta nei primi anni di
vita del bambino può infatti prevenire la comparsa dei disturbi dell’apprendimento. L’eliminazione dal fabbisogno quotidiano di prodotti raffinati, confezionati, ricchi di coloranti e additivi aggiunti, contenenti zucchero e grassi animali in eccesso hanno dimostrato di influire fortemente nel trattamento di cura dell’iperattività. Ciò che si può affermare con certezza è che tali disturbi non sono il risultato di una cattiva educazione da parte di genitori irresponsabili (come invece spesso si considerava) e che non si deve fare confusione tra iperattività e vivacità, quest’ultima assolutamente
comune nel periodo dell’ infanzia e in età pre-scolare, sopratutto nei maschietti. La terapia di cura del disturbo è sicuramente più efficace se il bambino e la famiglia vengono precocemente seguiti da un operatore clinico che insegni loro alcune tecniche per il controllo comportamentale: psicoterapeuta, psicologo, logopedista, etc. Le persone (soprattutto bambini) che presentano questo problema manifestano le seguenti caratteristiche:
1) Scarsa attenzione mantenuta (quindi precoce distraibilità) e debole persistenza nell’esecuzione dei lavori, in particolar modo in quelli prolungati e ripetitivi. Questo porta ad un rapido raggiungimento del livello di “stanchezza”, di noia e apatia che si evidenziano con frequenti spostamenti da un’attività, non
completata, ad un’altra; incapacità di portare a termine le consegne senza supervisione. Difficoltà organizzativa di compiti ed attività.
2) Inadeguato controllo degli impulsi. Trova difficoltà nel fermarsi a pensare prima di agire, aspettare il proprio turno. Inoltre, manifestano l’incapacità nel controllare i propri comportamenti, non adeguati rispetto a quanto richiesto dalle situazioni socio-ambientali.
3) Eccessivamente loquace, è incapace a controllare i propri impulsi interrompendo costantemente e brutalmente
4) Eccessiva attività fisica, emotiva e mentale: muove le gambe, giochicchia o lancia oggetti, si sposta frequentemente da una posizione all’altra, soprattutto in situazioni ripetitive e noiose, e che spesso può sfociare in atteggiamenti distruttivi ed autodistruttivi (es. autolesionismo).
5) Difficoltà nel seguire le regole. Questo aspetto potrebbe essere dovuto a qualche difficoltà di comprensione delle istruzioni e ad un improprio uso delle abilità di memoria o ad un atteggiamento di sfacciata disubbidienza.
6) Spesso manifesta disinteresse a partecipare a qualsiasi attività di gruppo.
7) Eccessiva impulsività, irrequietezza, aggressività, ma allo stesso tempo estremamente introversi e sensibili.
8)Conseguente difficoltà nell’apprendimento e nelle discipline scolastiche pur avendo un normale (o talvolta addirittura alto) quoziente intelletivo.
9) Insonnia, sonno disturbato e con incubi frequenti.
10) Povero appetito che si alterna ad irregolari abitudini alimentari (eccesso di zuccheri e grassi animali, etc).
11) Difficoltà locomotorie e di coordinazione e ipersensitività a luci, suoni ed odori. Solitamente i sintomi di disattenzione e iperattività insorgono precocemente e sonodiagnosticati durante il primo ciclo scolastico. La maggior parte delle persone che presentano ADHD hanno cominciato a manifestare queste caratteristiche sin dalla prima infanzia (l’età media di segnalazione del problema avviene tra i 3 e i 4 anni), sebbene le difficoltà possano aumentare all’età di 6-7 anni, in coincidenza con l’ingresso nella scuola. E’ frequente poi che i bambini con ADHD continuino a manifestare nel tempo certe caratteristiche comportamentali anche in età adolescenziale ed adulta, soprattutto se non usufruiscono di alcun intervento che li aiuti a controllare i propri comportamenti e a regolare il proprio livello di attività. I bambini con ADHD presentano sintomi relativi al disturbo dell’attenzione e sintomi relativi all’iperattività. In entrambe i casi, la parola chiave è ‘eccessività’. Conseguenze Come già detto, l’ADHD si può verificare in soggetti di ogni livello intellettivo, persino ragazzi brillanti e dotati possono fallire nell’esperienza scolastica. Nonostante le loro abilità naturali, la loro disattenzione, l’impulsività e l’iperattività spesso causano insuccessi nelle prove, sospensioni ed espulsioni. Senza una diagnosi appropriata, gli adattamenti e gli interventi necessari, le esperienze in ambiti sociale ed educativo di
tali ragazzi possono accentuare disturbi della condotta e sviluppare una personalità asociale, scarsa autostima, insufficiente adattamento sociale, disturbi dell’ umore, disturbi d’ansia. L’ADHD rende i bambini vulnerabili all’insuccesso nei due ambiti più importanti per una regolarità dello sviluppo: le prestazioni scolastiche e le relazioni interpersonali. I bambini con ADHD non sono incapaci di apprendere, ma difficilmente arrivano a risultati scolastici a causa della loro scarsa organizzazione, l’impulsività e l’iperattività, disattenzione e distraibilità. Inoltre l’ADHD frequentemente coesiste con altri problemi d’apprendimento, di comportamento, emozionali e di sviluppo. Questi includono i disturbi d’apprendimento, in particolare di lettura e scrittura, discalculia, disturbi di linguaggio, comportamentali, disturbi di oppositività aggressiva, sindromi ansiose. L’ADHD inoltre incide sulla memoria, soprattutto sulla memoria di lavoro, e sull’organizzazione.
L’ Omeopatia come metodo di cura.
L’approccio più comune al trattamento di questa sindrome offerto dalla medicina tradizionale è quello farmacologico che prevede la somministrazione di un farmaco psicostimolante derivato dalla famiglia della cocaina (’RITALIN’ e simili) che ha effetto breve(4 ore), è capace di ‘curare’ solo alcuni aspetti dell’ ADD e ADHD (per lo più l’iperattività) senza arrivare alla radice del problema, e può causare effetti collaterali gravi quali la perdità di appetito, ansietà, insonnia, tic nervosi, emicrania, gastriti e dolori addominali. L’approccio offerto dalla medicina omeopatica è totalmente diverso. L’omeopatia è un sistema di cura olistico che si rivolge alla persona nella sua totalità ed è efficace nel trattamento e nella cura di ogni tipo di patologia. Essa considera l’intera persona, non le singole parti, e stimola le capacità di reazione dell’organismo alle malattie, sia fisiche che psicologiche. Questo risultato è raggiunto somministrando all’organismo dosi estremamente diluite di farmaci (detti farmaci omeopatici) . Per la valutazione dello stato psico-fisico del paziente, i sintomi sono di fondamentale importanza e sono
considerati i segni attraverso i quali il corpo manifesta la malattia. Ogni individuo reagisce in maniera diversa alla stessa malattia mostrando sintomi diversi da altre persone. La medicina omeopatica si propone di ristabilire l’equilibrio energetico stimolando le difese immunitarie dell’organismo. Lo scopo principale è quindi quello di aiutare il paziente a raggiungere un livello di salute permanente dal punto di vista fisico,emotivo e mentale. Bambini con ADHD possono reagire in maniera diversa, mostrando i sintomi propri del disturbo e sintomi relativi al modo in cui la propria individuale ‘personalità’ reagisce al disturbo stesso. L’approccio olistico offerto dalla medicina omeopatica esamina sia i sintomi generali e propri alla malattia, sia quelli particolari sviluppati dal paziente. Attraverso una attenta analisi e tenendo conto delle caratterstiche individuali del paziente, l’appropriato rimedio omeopatico viene quindi selezionato. Lo scopo principale dell’omeopatia non è quello di sopprimere i sintomi (come invece ritiene la medicina tradizionale) ma bensì di farli emergere affichè il paziente possa eliminarli
rafforzando il proprio sistema immunitario e ristabilire una situazione di equilibrio (che è la definizione di salute). I vantaggi offerti dalla medicina omeopatica anche nel trattamento di disturbi come quelli dell’apprendimento sono:
a. un’approccio olistico che considera tutti gli aspetti della persona (la sfera fisica, mentale ed emotiva) agendo alla radice del problema;
b. non- tossicità dei medicinali ( rimedi omeopatici) e che quindi non hanno effetti collaterali come invece hanno i medicinali tradizionali;
c. considera la persona nella sua individualità e non etichetta i sintomi come patologie (al contrario della medicina tradizionale);
d. ha effetti più duraturi nel tempo rispetto ad un qualsiasi altro medicinale (4-6 settimane, a seconda, contro le 4-12 ore del medicinale tradizionale);
e. costo contenuto del medicinale omeopatico, che spesso è incluso nel costo della visita.
Il motivo fondamentale per cui molte più persone scelgono la medicina omeopatica come terapia di cura anche per il trattamento dei disturbi dell’apprendimento è dovuto ai positivi risultati raggiunti da molti pazienti, alla ‘gentilezza’ della terapia in quanto non modifica la personalità del paziente e non provoca la comparsa di effetti collaterali fisici, mentali o emotivi e soprattutto poichè, pur essendo considerata un tipo di medicina complementare, può essere utilizzata in congiunzione alla medicina
tradizionale.
(Claudia De Rosa, fonte: www.solaris.it)